• al via il progetto sperimentale “FERMENTI” in collaborazione con il MIUR e cinque istituti scolastici del Lazio

    Il tema della valorizzazione della cultura e delle produzione locali, soprattutto enoagroalimentari, è oggi argomento al centro dell’interesse di diversi attori istituzionali, economici e sociali. L’articolazione degli ambienti fisici, psicologici e cognitivi che compongono i territori e di conseguenza le risposte progettuali che in esso si generano, sono assai differenti e per questo non è possibile identificare un unico modello applicabile nei diversi ambiti di riferimento. Indipendentemente dai processi attivabili la centralità del territorio è innegabile.

    Tra gli elementi che più incidono sull’evoluzione del sistema locale vi è il tema del capitale umano potenziale e reale, cioè l’insieme delle competenze, conoscenze, esperienze e credenziali formative possedute da uno studente nell’evoluzione del suo percorso formativo e che divengono questione centrale quando si tratta di trovare un lavoro o nel considerarsi membro attivo di una comunità.

    Il progetto sperimentale fermenti si rivolge agli studenti della scuola secondaria di secondo grado e a quelli degli istituti tecnici del settore turistico-alberghiero ed agrario ponendo particolare attenzione alla qualità delle interazione con gli studenti; nello specifico questo progetto punterà a fornire informazioni sui temi legati alle produzioni vitivinicole ed olearie di qualità e sul consumo critico e consapevole di alcol.

    Il progetto si svilupperà attraverso le seguenti attività:

    – Avvio del processo di sensibilizzazione teso alla valorizzazione delle tipicità enoagroalimentari regionali, favorendo la partecipazione degli stuidenti al concorso fotografico e letterario “luogodivino“.

    – Realizzazione di incontri informativi e formativi presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, con particolare attenzione a quelli della formazione professionale, finalizzati alla conoscenza dei prodotti, delle professioni, degli attori sociali ed economici del settore enoagroalimentare, con una particolare attenzione alla promozione di comportamenti responsabile nel consumo di alcol;

    – Organizzazione di visite degli studenti, di ogni ordine e grado, presso i territori e le aziende della produzione enoagroalimentare etica e solidale;

    – Costruzione di un programma di progressivo coinvolgimento nazionale, a partire dalla Regione Lazio, di stakeholder economici e sociali per la realizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro.

    – Realizzazione di un progetto di monitoraggio e valutazione delle attività realizzata dal e con il progetto Fermenti e più in generale sull’evoluzione quanti-qualitativa dei percorsi alternanza scuola-lavoro nel settore enoagroalimentare.

    Al progetto aderiscono i seguenti istituti: IIS “Domizia Lucilla” Roma – Liceo Scientifico “Peano” Roma – IPSEOA “Tor Carbone” Roma – IISS Cine TV “Roberto Rossellini” Roma – Istituto Omnicomprensivo “F.lli Agosti ” Civita di bagnoregio – Viterno.

    Il progetto fermenti è realizzato in collaborazione con il MIUR – Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e di formazione – Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione.

    Fermenti è promosso da fondazione also in collaborazione con Fondazione Italiana Sommelier e bibenda.

  • le tre intelligenze nel vino: l’umano, il suolo, il vitigno. l’intelligenza umana

    Sono la struttura, la storia, la cultura di un territorio a prevalere su un vitigno o è la caratteristica varietale ad essere dominante nella produzione di un vino di qualità? La storia umana da sempre si è confrontata ed integrata con quella della vite e del vino.

    Simbolo religioso, prodotto di massa e sostentamento di base, elemento rappresentativo di uno status, prodotto culturale e commerciale, queste visioni e interpretazioni, spesso coincidenti, a volte confliggenti sono tutte presenti in modo sensibile nei territori dove la vite si è diffusa e coltivata nel corso dei secoli.

    Di questa storia il sapere umano è stato il primo artefice della trasformazione di una liana in un prodotto in grado di modificare territori e generare comunità sociali e produttive.

    Questa convivenza d’amore ha fatto del vino progressivamente un prodotto di largo di consumo e, indiscutibilmente, prodotto simbolo grazie al sue virtù migliori e alle conseguenze psico-fisiche derivanti dall’utilizzo quantitativo e qualitativo non corretto.

    Qui l’umano è costantemente intervenuto, plasmando e reinventando continuamente la struttura del succo d’uva in relazione agli usi richiesti dalla società del tempo; le conoscenze che gradualmente sono intervenute, si sono connesse con il processo evolutivo dei gusti, così da farne un bene prezioso in gran parte della Terra.

    Ed è proprio questa l’intelligenza umana che intendo e che definisco come un processo intenzionale di tipo realizzativo, basato su conoscenze specialistiche interdisciplinari e storico-culturali continuamente aggiornate grazie ad una competenza operativa rafforzata dalla dotazione di strumenti e prodotti tecnici tesi al miglioramento delle modalità di allevamento, all’analisi dei processi biochimici, e al miglioramento delle metodologie di affinamento.

    Una direzione complessa e ricca di dinamiche incontrollabili, da percorrere privi del peso dei vincoli di scelte passate, così da garantire un’evoluzione costante dei prodotti mai scontata né lineare, in quanto chiamata a misurarsi, soprattutto negli ultimi anni, con condizioni climatiche mai conosciute in precedenza, tanto da mettere dura prova prodotti e produttori.

    Ciò sta richiedendo, a proprietà e tecnici, costanti e quotidiani aggiornamenti in tutti i settori nei quali si struttura un’impresa.

    Dunque poche certezze e grande umiltà nelle scelte e nell’azione in tutte le fasi del lavoro in vigna e in cantina, che sta divenendo, pur nell’evoluzione tecnologica, un attività sempre più artigianale anche all’interno di imprese consolidate.

    Questa nuova artigianalità dell’azienda sistemica del nuovo millennio è misurabile dall’interdisciplinarità delle professioni operanti nell’azienda, e dalla pluralità di attività extra prodotto che è chiamata a promuovere anche nella sede di produzione: degustazioni, eventi, mostre, matrimoni, ecc.

    Questo sistema complesso: azienda-territorio-produzione, porta con sé la necessità di valorizzare il profilo identitario della singola realtà imprenditoriale, e di adottare strategie di sviluppo tese prevalentemente alla valorizzazione dei vitigni autoctoni che caratterizzano il territorio di riferimento.

    Dunque un sapere multiplo e generativo che guarda alla unicità della singola produzione aziendale, certamente alla competizione tra imprese per la conquista di quote di mercato, ma che in ogni caso assegna al territorio e alla sua vocazione varietale una centralità strategica in quanto fattore di ritorno economico, di immagine, di credibilità e quindi di fidelizzazione del cliente.

  • Il mondo del vino lavora per l’innovazione partendo dalla tradizione, cosa intendiamo?

    Ogni giorno e in diversi ambiti professionali e sociali sentiamo riferimenti all’innovazione come pratica imprescindibile per strutturare programmi e percorsi di gestione dei processi lavorativi.

    Cosa intendiamo quando ci riferiamo al concetto d’innovazione? Indipendentemente dal settore disciplinare di appartenenza, potremmo affermate che innovare significhi compiere un’azione (processo, servizio, prodotto) che porti un vantaggio reale e quantificabile a persone e organizzazioni.

    Innovare dunque contiene elementi tangibili e intangibili che necessitano di una cultura innovativa che è anche un dovere etico e sociale per le organizzazioni condizione che richiede un costante allenamento pratico caratterizzato da naturale incertezza, visto che l’innovatore stesso è un soggetto contrassegnato da razionalità limitata.

    Per questo non vi è evoluzione nella storia che non contempli l’errore come parte integrante dell’innovazione. Se sbagliare è un passaggio obbligato, è altrettanto vero che possiamo ridurrei i margini dell’errore, imparando a coltivare ed accrescere quella particolare forma di conoscenza che acquisiamo dall’esperienza quotidiana: la saggezza pratica.

    La saggezza è la capacità di valutare in modo corretto ed equilibrato opportunità e alternative, optando per quella che ci appare più idonea, secondo la ragione e l’esperienza. E’ Aristotele ad accompagnarci verso una dimensione pratica del concetto di saggezza, definita come quella particolare mescolanza di valori, intelletto e pratica che porta gradualmente gli individui ad allineare valori etici e morali alle azioni svolte nel quotidiano.

    La saggezza pratica non è direttamente correlata all’età, bensì all’esperienza. Anche se spesso il concetto di esperienza è legato tradizionalmente alla nozione di età di un individuo, tuttavia non si tratta di una relazione lineare ma di un processo circolare e dinamico. Un giovane innovatore potrebbe dimostrare saggezza derivante dalla costante pratica osservativa e sperimentale generata da un’anima innovatrice, così come un individuo con una solida esperienza potrebbe non dimostrarsi in grado di utilizzare la conoscenza accumulata per sviluppare innovazioni. E’ la pratica costante ad incrementare la capacità di innovare.

    Trasporre in pratica teorie e principi e incrementare la conoscenza tacita, è questo il costante esercizio cognitivo che favorisce l’innovazione.

    Fondazione also si propone come un luogo dove esercitare innovazione, uno spazio cognitivo che tiene legate in modo solidale l’apprendimento esperienziale e la pratica dal fare.

  • generiamo esperienze che si muovono intorno al tema del vino, della gastronomia e della valorizzazione dei territori

    la cultura del vino è idea e processo in evoluzione, è filosofia antica e metodo di lavoro contemporaneo, è consapevolezza e responsabilità che cresce e matura all’interno di un reciproco riconoscimento, come tra vino e degustatore.

    l’ideare genera qualsiasi attività realizzativa ne è la premessa e l’esito, attori del gioco sono il “dove e quando”, motore dell’azione è il “come”.

    il territorio per noi è il protagonista del nostro agire. ciò richiede nuove modalità di comunicazione e condivisione con gli articolati promotori del benessere locale beneficiari ed artigiani di questo processo.

    sapere e saper organizzazione eventi multidimensionali diviene quindi un momento significativo al quale è indispensabile riconoscere reciprocamente caratteristiche nuove e identità rinnovate.

    con questo approccio offriamo innovazione, competenze, professionalità e passione nella realizzazione di eventi.

    attraverso un team multidisciplinare e partner specializzati, soddisfiamo le richieste del cliente realizzando il progetto in tutte le sue componenti, dallo studio all’esecuzione materiale di eventi che guardano al tema del vino, della gastronomia e della valorizzazione dei territori.

    also@fondazionealso.it

  • fondazione also ed enotrek insieme per la promozione della cultura e delle produzioni locali

    l’esperienza sperimentale diviene organizzazione strutturata, nasce la collaborazione tra Fondazione also ed enotrek associazione di promozione sociale.

    lo statuto di enotrek cita all’articolo 3: Promuovere la cultura, i territori, la storia, le persone, le esperienze che hanno contribuito alla creazione di valore nei luoghi di produzione vitivinicola ed agroalimentare; Promuovere la conoscenza dei territori e delle comunità locali attraverso un escursionismo consapevole e rispettoso dell’ecosistema; Promuovere la conoscenza, tramite l’apprendimento esperienziale, dei prodotti e delle aziende attraverso iniziative innovative afferenti, in modo particolare, al tema del turismo del vino, della birra e dell’olio; Promuovere il benessere psico-fisico delle persone in virtù di un corretto rapporto tra conoscenze, esperienze, territorio, alimentazione naturale e attività fisica; Progettare, coordinare e gestire iniziative di carattere regionale, nazionale ed internazionale finalizzate alla valorizzazione di beni e prodotti locali; Formare attori individuali e collettivi in grado di operare per la promozione dei territori di produzione delle eccellenze e delle tipicità agroalimentari ed enogastronomiche; Organizzare e promuovere convegni, seminari, corsi e manifestazioni, intesi come strumento di formazione e valorizzazione delle energie e promozione delle potenzialità culturali ed economiche dei territori attraverso qualsiasi media si ritenga necessario.

    A breve il programma delle azioni.