• si è tenuto giovedì 31 maggio l’evento: Vino, Arte e Cultura Italiana. Storia, saperi, esperienze, emozioni. un viaggio nello straordinario mondo del Vino

    Si è tenuto giovedì 31 maggio, presso il complesso museale WEGIL in Largo Ascianghi, 5 a Roma, l’incontro “vino, arte e cultura italiana”. Il convegno, a cura della fondazione also, ha messo insieme, in un mosaico dinamico, i tasselli delle diverse anime del vino: docenti, produttori, estimatori, istituzioni, hanno animato l’incontro dedicato alla presentazione e valorizzazione delle esperienze (e delle eccellenze!) della regione Lazio.

    All’interno dell’evento il progetto “fermenti” e la premiazione di finaliste e finalisti del concorso fotografico e letterario “luogodivino, le terre, le anime, i tempi”.

    “fermenti” promosso dal Miur, ha dato spazio ai lavori realizzati da due istituti scolastici di Roma (Tor Carbone e Domizia Lucilla) che hanno affrontato il tema dell’avvicinamento consapevole al vino, raccontandone il percorso storico, dagli Egizi ad oggi, l’altra il percorso sensoriale, rappresentato attraverso i suoni: dalla vigna alla bottiglia, dal bicchiere a noi. A seguire, gli interventi di MIUR, con la D.ssa Maria Costanza Cipullo, e scuolediroma.it, rappresentato dalla D.ssa Luisa Arezzo.

    FIS  – Fondazione Italiana Sommelier, ha contribuito con un intervento della D.ssa Daniela Scrobogna, che ha accompagnato i presenti in un viaggio articolato, volutamente provocatorio, dentro i temi della scelta, tra consapevolezza e qualità, e  del Dott. Franco Maria Ricci,  che ha consegnato all’auditorio il proprio sogno di portare il mondo del vino e le tante attività connesse in una struttura prestigiosa quale il complesso WEGIL ed in generale nei luoghi della cultura italiana.

    Per i  produttori, hanno sostenuto l’iniziativa e partecipato all’evento, le aziende vitivinicole Paolo e Noemia d’Amico, Famiglia Cotarella e Casale del Giglio (presente anche Antonio Santarelli), i cui marchi e le esperienze di lungo successo non richiedono ulteriori presentazioni. Infine il racconto dell’esperienza di una giovane imprenditrice, Silvia Brannetti, guida dell’azienda agricola biologica familiare Riserva della Cascina.

    Ciascuna azienda ha offerto una selezione dei propri vini, per la premiazione delle vincitrici e dei vincitori, e di tutti i finalisti, del concorso fotografico e letterario “luogodivino, le terre, le anime, i tempi”, esperienza che ha visto raccontare il vino con nuovi sguardi e nuove narrazioni, percorrendo tutte le suggestioni che il vino sa suscitare.

  • Comunicazione è qualsiasi evento, cosa, comportamento che modifica il valore di probabilità del comportamento di un organismo.

    «Comunicazione è qualsiasi evento, cosa, comportamento che modifica il valore di probabilità del comportamento di un organismo», scriveva Paul Watzlawick. Tuttavia associamo la comunicazione alla parola che di questa è una componente, per di più minoritaria.

    La comunicazione si muove lungo due assi: il primo, razionale, è centrato sulle funzioni logiche del pensiero e trova nella parola il principale veicolo; il secondo, denominato della comunicazione analogica o dell’inconscio, è la sede delle emozioni, dell’intuito, dell’immaginazione, della creatività, ed agisce prevalentemente attraverso strumenti non verbali e para verbali.

    Per meglio descrivere il peso di ognuna di queste “due aree di comunicazione”, la metafora di Freud che paragona la mente umana ad un iceberg è assai efficace. La parte visibile non è che il 10% del totale, mentre il materiale sommerso oltre ad avere la dimensione più rilevante, è l’artefice degli spostamenti dell’iceberg in quando il flusso delle correnti marine è su di esso che ha maggiore influenza.

    Appare evidente che puntare sul valore percentuale 10 della parola come elemento centrale della comunicazione, non consente di valorizzare quel patrimonio di potere del restante 90, dotato di sensibilità relazionali naturali in grado di cogliere ed orientare la direzione comunicativa con i nostri interlocutori.

    La natura multisensoriale della degustazione offre questa opportunità, ovvero rivolgerci alla parte più profonda, utilizzando la parola verbalizzata, per far mutare più volte lo stato emozionale degli interlocutori durante lo stesso evento.

    Lo scandire delle fasi nel gioco della degustazione, richiede al conduttore una sapienza nel guidare l’audience in questo viaggio sensoriale, offrendo coerenza attraverso il contenuto dell’esposizione. Entrare in empatia con i temi, e con il pubblico, è un’alchimia emozionale che si evidenzia con una stabilità fisica dell’audience e una dinamicità motoria del bicchiere. I comunicatori bravi (fortunatamente in FIS ne abbiamo tanti), surfano su queste emozioni, posizionandosi diametralmente all’opposto della monotonia espositiva di un prodotto agita su un testo predeterminato, grigio, asettico e monocorde.

    Emerge dunque la necessità di dotarci di una cassetta degli attrezzi che contenga i principali strumenti per rendere efficace la nostra comunicazione; credo che questo debba essere l’obiettivo di ogni comunicatore del vino.

    Tra gli strumenti disponibili uno dei più efficaci è l’uso della metafora che, inserita strategicamente nella narrazione, è in grado di bypassare velocemente le resistenze della mente razionale e di facilitare un accesso alla parte sommersa dell’iceberg dell’interlocutore, condizione che genera un senso profondo dell’esperienza non legato alla sola contingenza.

    Dunque l’utilizzo delle metafore ed un contesto di comunicazione empatica, appaiono opzioni fondamentali per una nuova narrativa in grado di infondere Valore al prodotto vino, compito questo del sommelier di nuova generazione.

  • Comunicazione è qualsiasi evento, cosa, comportamento, che modifica il valore di probabilità del comportamento di un organismo

    «Comunicazione è qualsiasi evento, cosa, comportamento, che modifica il valore di probabilità del comportamento di un organismo», scriveva Paul Watzlawick. Tuttavia associamo la comunicazione alla parola che di questa è una componente, per di più minoritaria.

    La comunicazione si muove lungo due assi: il primo, razionale, è centrato sulle funzioni logiche del pensiero e trova nella parola il principale veicolo; il secondo, denominato della comunicazione analogica o dell’inconscio, è la sede delle emozioni, dell’intuito, dell’immaginazione, della creatività, ed agisce prevalentemente attraverso strumenti non verbali e para verbali.

    Per meglio descrivere il peso di ognuna di queste “due aree di comunicazione”, la metafora di Freud che paragona la mente umana ad un iceberg è assai efficace. La parte visibile non è che il 10% del totale, mentre il materiale sommerso oltre ad avere la dimensione più rilevante, è l’artefice degli spostamenti dell’iceberg in quando il flusso delle correnti marine è su di esso che ha maggiore influenza.

    Appare evidente che puntare sul valore percentuale 10 della parola come elemento centrale della comunicazione, non consente di valorizzare quel patrimonio di potere del restante 90, dotato di sensibilità relazionali naturali in grado di cogliere ed orientare la direzione comunicativa con i nostri interlocutori.

    La natura multisensoriale della degustazione offre questa opportunità, ovvero rivolgerci alla parte più profonda, utilizzando la parola verbalizzata, per far mutare più volte lo stato emozionale degli interlocutori durante lo stesso evento.

    Lo scandire delle fasi nel gioco della degustazione, richiede al conduttore una sapienza nel guidare l’audience in questo viaggio sensoriale, offrendo coerenza attraverso il contenuto dell’esposizione. Entrare in empatia con i temi, e con il pubblico, è un’alchimia emozionale che si evidenzia con una stabilità fisica dell’audience e una dinamicità motoria del bicchiere. I comunicatori bravi (fortunatamente in FIS ne abbiamo tanti), surfano su queste emozioni, posizionandosi diametralmente all’opposto della monotonia espositiva di un prodotto agita su un testo predeterminato, grigio, asettico e monocorde.

    Emerge dunque la necessità di dotarci di una cassetta degli attrezzi che contenga i principali strumenti per rendere efficace la nostra comunicazione; credo che questo debba essere l’obiettivo di ogni comunicatore del vino.

    Tra gli strumenti disponibili uno dei più efficaci è l’uso della metafora che, inserita strategicamente nella narrazione, è in grado di bypassare velocemente le resistenze della mente razionale e di facilitare un accesso alla parte sommersa dell’iceberg dell’interlocutore, condizione che genera un senso profondo dell’esperienza non legato alla sola contingenza.

    Dunque l’utilizzo delle metafore ed un contesto di comunicazione empatica, appaiono opzioni fondamentali per una nuova narrativa in grado di infondere Valore al prodotto vino, compito questo del sommelier di nuova generazione.

  • Giovedì 31 maggio 2018 si terrà la premiazione delle opere vincitrici del concorso “luogodivino, le terre, le anime, i tempi” per narrare le vite del vino e dei territori del Lazio

    Si terrà giovedì 31 maggio dalle ore 17,00 alle ore 19,30 presso la struttura WEGIL in largo degli Ascianghi 5 a Roma, l’evento di premiazione del concorso fotografico e letterario “luogodivino, le terre, le anime, i tempi”, iniziativa finalizzata a narrare storie e tipicità territoriali del Lazio: anime, capacità individuali e collettive, lavori, tempo meteorologico e tempi di vita.

    La premiazione è inserita all’interno dell’evento denominato “Vino, arte e cultura italiana”, inserito nel calendario della 2° biennale nazionale dei licei artistici, che ha visto all’opera oltre 150 istituti scolastici italiani e scuole d’arte estere sul tema del “Viaggio” e che vede esposte presso la struttura WEGIL le 200 opere realizzate dagli studenti.

    In un luogo di rilevanza storico-artistica, così circondati dalla bellezza delle opere realizzate dai partecipanti, il vino ed il territorio del Lazio non potevano trovare un contesto migliore per confermare il valore culturale, i saperi storici e le prospettive future delle produzioni regionali laziali.

    Il concorso è promosso da fondazione also e fondazione italiana sommelier con il patrocinio della Presidenza della Regione Lazio e dell’ANCI, ed ha ricevuto la medaglia di rappresentanza della Presidenza della Camera dei Deputati.

    Per info: also@fondazionealso.itwww.fondazionealso.it

  • Il progetto “fermenti” presenta i primi lavori realizzati dagli studenti degli istituti scolastici coinvolti nel percorso di promozione della cultura del vino e del territorio del Lazio

    Si terrà giovedì 31 maggio dalle ore 17,00 alle ore 19,30 presso la struttura WEGIL in largo degli Ascianghi 5 a Roma, la presentazione dei primi lavori realizzati dai ragazzi dei cinque istituti scolastici del Lazio coinvolti nel progetto “fermenti” promosso da fondazione also e fondazione italiana sommelier in partenariato con il MIUR.

    La presentazione dei prodotti, avverrà in occasione dell’evento denominato “Vino, arte e cultura italiana” che si terrà all’interno della 2° biennale nazionale dei licei artistici, una mostra – concorso che ha coinvolto oltre 150 istituti scolastici italiani e scuole d’arte estere sul tema del “Viaggio” e che vede esposte presso la struttura le 200 opere realizzate dagli studenti.

    A seguire, la premiazione delle opere vincitrici del concorso fotografico e letterario “luogodivino, le terre, le anime, i tempi”, iniziativa finalizzata a narrare storie e tipicità territoriali del Lazio: anime, capacità individuali e collettive, lavori, tempo meteorologico e tempi di vita.

    Per info: also@fondazionealso.itwww.fondazionealso.it